giovedì 11 ottobre 2012

Wrestlcommedia

Nel mondo del wrestling, sport entertaiment predeterminato a tavolino, esistono degli autori che hanno il compito di trasformare i lottatori in personaggi che, in base a delle storyline, saranno riconosciuti dal pubblico come 'face' (buoni) o heel (cattivi): ogni tanto un personaggio compie un 'turn', passando da face a heel o viceversa. Nello scenario politico italiano, l'eterno giovane Matteo Renzi nasce sicuramente come face, outsider uscito a sorpresa (?) vincitore delle primarie per il comune di Firenze, rottamatore dei vecchi politicanti; poi, causa certe uscite infelici più o meno note (vedi l'invito segreto a casa di Berlusconi, la difesa a spada tratta degli inceneritori), alcune cadute di stile (la recente polemica con il blogger satirico Zoro, ad esempio) e un certo malcelato opportunismo in vista della corsa alle primarie del PD, Renzi ha cominciato pericolosamente a turnare heel. Ma per fortuna ci ha pensato uno degli heel per eccellenza del panorama italiano, il 'cattivo' e antipatico Sergio Marchionne, a riportare su la stella del sindaco fiorentino, con una uscita su Firenze che forse neppure gli autori del wrestling avrebbero mai messo in bocca al più crudele dei lottatori. Così, dopo il Renzi-Obama italiano, il Renzi-rottamatore, il Renzi-fiero partecipante della ruota della fortuna, il Renzi scrittore, il Renzi-che prende voti dalla destra, abbiamo adesso anche il Renzi 'de sinistra' vendicatore della parola tradita degli operai di Pomigliano. Tutto molto bello e avvincente, proprio come uno spettacolo di wrestling: i lottatori sembrano scannarsi di santa ragione, invece mettono in pratico un canovaccio prestabilito cercando di renderlo il più verosimile possibile, fuori dal ring e dalle arene sono amici o quantomeno colleghi affiatati che collaborano al fine di una recita realistica. Nel caso di Renzi e Marchionne, forse gli autori hanno calcato un po' troppo la mano...

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